Perché ad agosto un impianto fotovoltaico può produrre meno che in primavera
Quando si parla di fotovoltaico, è naturale pensare che più sole significhi automaticamente più energia prodotta.
In realtà, le cose sono un po’ più complesse.
Può sembrare sorprendente, ma un impianto fotovoltaico può registrare prestazioni migliori in una luminosa giornata di maggio rispetto a un’afosa giornata di agosto. Come è possibile?
La risposta sta in un fattore spesso sottovalutato: la temperatura dei moduli fotovoltaici.
Luce e calore: non sono la stessa cosa
Per funzionare, un modulo fotovoltaico ha bisogno della luce del sole, non del calore.
Le celle trasformano la radiazione solare in energia elettrica grazie all’effetto fotovoltaico. Maggiore è l’irraggiamento, maggiore sarà il potenziale di produzione.
Il problema è che, nelle giornate più calde, oltre ad aumentare la luce aumenta anche la temperatura dei moduli. Ed è proprio qui che entra in gioco un aspetto fondamentale.
Quando il caldo diventa un limite
Come molti dispositivi elettronici, anche le celle fotovoltaiche lavorano in modo meno efficiente quando la loro temperatura aumenta.
Questo non significa che il pannello smetta di funzionare o che si danneggi, ma semplicemente che la sua efficienza diminuisce.
Ecco perché una giornata estremamente calda non coincide necessariamente con il momento di massima produzione dell’impianto.
La temperatura del pannello non è quella dell’aria
Uno degli errori più comuni è pensare che un pannello installato sul tetto abbia la stessa temperatura dell’ambiente circostante.
In realtà, la superficie del modulo può raggiungere temperature molto più elevate.
Se all’esterno ci sono 35 °C, il modulo può facilmente superare i 60 °C, soprattutto nelle ore centrali della giornata e in presenza di scarsa ventilazione.
Sono condizioni assolutamente normali, previste dai produttori e considerate nella progettazione dei moduli.
Il coefficiente di temperatura: un dato da non sottovalutare
Ogni modulo fotovoltaico è accompagnato da una scheda tecnica che riporta numerosi parametri.
Tra questi ce n’è uno spesso poco conosciuto ma molto importante: il coefficiente di temperatura.
Questo valore indica quanto varia la potenza del modulo quando la temperatura delle celle aumenta rispetto alle condizioni standard di prova.
Più questo coefficiente è contenuto, migliore sarà il comportamento del modulo durante le giornate più calde.
Per questo motivo, quando si sceglie un pannello fotovoltaico, non bisognerebbe fermarsi ai Watt dichiarati, ma valutare anche come il modulo mantiene le proprie prestazioni nelle reali condizioni di esercizio.
Prendiamo un esempio:
Un pannello testato a 25°C. Se la temperatura della cella sale a 65°C (evento comunissimo ad agosto) ha guadagnato 40°C.
Se il coefficiente riportato sulla scheda tecnica è -0,30%/°C, la perdita teorica sarà 40 × 0,30 = 12%
Quindi un modulo da 600 W potrebbe, in quelle condizioni, erogare circa 528 W anziché 600 W.
Naturalmente è un esempio semplificato: nella realtà entrano in gioco anche irraggiamento, ventilazione, orientamento e altre variabili.
Perché in estate gli impianti continuano comunque a produrre molto
A questo punto potrebbe sorgere una domanda.
Se il caldo riduce l’efficienza dei moduli, perché proprio l’estate è il periodo in cui gli impianti producono di più?
La risposta è semplice.
Nei mesi estivi l’energia solare disponibile è enormemente superiore rispetto al resto dell’anno. Questo incremento dell’irraggiamento compensa ampiamente la lieve perdita di efficienza dovuta alle temperature elevate.
In altre parole, il sole estivo resta un grande alleato del fotovoltaico, ma il calore impedisce ai moduli di esprimere il loro massimo potenziale.
E allora cosa fanno i produttori?
Oggi si lavora su:
- celle sempre più efficienti;
- materiali migliori;
- vetri con maggiore trasmittanza;
- tecnologie come TOPCon e HJT;
- coefficiente di temperatura sempre più basso.
Questo significa ridurre le perdite estive.
Anche la progettazione fa la differenza
Le prestazioni di un impianto non dipendono esclusivamente dalla qualità dei moduli.
Entrano in gioco anche una corretta progettazione, una buona ventilazione dei pannelli, la scelta delle strutture di supporto e la qualità dell’intero sistema.
Ogni dettaglio contribuisce a massimizzare la produzione e a garantire prestazioni costanti nel tempo.
Scegliere guardando oltre i Watt
Quando si confrontano due moduli fotovoltaici, la potenza nominale è solo uno dei parametri da considerare.
Il comportamento alle alte temperature, la qualità costruttiva, la resistenza nel tempo e l’affidabilità del produttore sono elementi altrettanto importanti per ottenere un impianto efficiente e duraturo.
Per questo motivo, affidarsi a componenti di qualità e al supporto di un partner tecnico competente significa investire in prestazioni che durano negli anni.
Perché un buon impianto fotovoltaico non è quello che promette di più sulla carta, ma quello che continua a produrre energia in modo affidabile, stagione dopo stagione.